lunedì 19 marzo 2018

Il Mº Giovanni Filippini: ci lascia uno degli ultimi autentici pionieri dell'Aikido italiano

Interrompiamo la normale programmazione dei nostri Post, per informarvi che lo scorso 13 marzo è venuto a mancare all'affetto dei suoi cari e dei suoi numerosi e storici allievi il Mº Giovanni Filippini. Aveva 93 anni.

Egli è stato una figura di spicco e fondamentale per l'espansione del movimento Aikidoistico italiano: un vero pioniere che va ricordato per i suoi profondi meriti e verso il quale ciascuno di noi dovrebbe nutrire un profondo senso di gratitudine.

Per i più "giovani" nella pratica, ecco un brevissimo cenno alla sua lunga e prolifica storia personale...

Classe 1925, il Mº Giovanni studiò medicina e si accosto dapprima al Judo presso il Kodokan di Torino, fino ad ottenere la cintura nera 2º dan... quindi si dedicò anche allo Iaido e soprattutto all'Aikido, allo Shiatsu ed alla ricerca sul ki.




Fondamentale su il suo incontro nel 1959 con Tadashi Abe Sensei, che lo portò dapprima a scoprire, quindi ad approfondire sempre più la pratica dell'Aikido, sia sotto un punto di vista tecnico, che spirituale. Al tempo, il Maestro Filippini aveva 35 anni.

Altra pietra miliare per lui fu l'incontro con Motokage Kawamukai Sensei, che giungeva da Milano per insegnare questa disciplina allora molto poco conosciuta.
Stiamo veramente parlano di anni pionieristici per l'Aikido in Italia!

Fu uno dei pochi occidentali che al tempo si recarono ad Osaka, dove frequentò Hirokazu Kobayashi Sensei per l'Aikido e per approfondire i suoi studi sullo Shiatsu. Il Maestro visse in Giappone per 4 anni consecutivi.
Si recò anche negli U.S.A. - in Colorado - per seguire corsi di Kinesiologia applicata.

Il Ren Bu Kan di Milano fu il suo quartier generale storico.

Il Maestro Filippini ha conosciuto e spesso ha fatto da partner ai più famosi nomi dell'Aikido internazionale (Asai, Saito, Tamura, Tada, Kawamukai, Kobayashi, Fujimoto, Noro, Kumai...) spesso invitandoli a tenere lezioni nel nostro Paese.

Moltissimi Docenti attuali di alto rango sono stati suoi allievi più o meno diretti, o comunque formatisi anche grazie all'enorme apporto che il Maestro Filippini ha dato all'evoluzione della disciplina: Giorgio Oscari,  Emidio Lezza, Ezio Antonucci, Giovanni Gerbi (✝︎ 23 febbraio 2011), Giampiero Savegnago (✝︎ 3 marzo 2013), Giuseppe Lisco, Massimo Aviotti, Michel Nehme, Renato e Maria Visentini, Vincenzo Sicali - solo per citarne alcuni fra i tantissimi - sono stati ottimi amici di questa grande persona e gli sono stati accanto anche negli anni in cui egli aveva interrotto le sue attività pubbliche.

Il consiglio nazionale della FESIK-DA, riunitosi a Norcia nel 2012, decise di conferire il grado 8º dan Maestro Filippini per l'indubbio suo merito e per essere stato per decenni un cardine della pratica e divulgazione dell'arte Aikido in Italia.





Nei giorni in cui viviamo l'Aikido non è ancora forse diffuso come vorremmo, ma ai tempi in cui il Maestro Filippini operò TUTTO il lavoro doveva ancora essere fatto.

Ogni chiunque può andare in Giappone a studiare Aikido, scrivendo una e-mail ai tanti Dojo che accolgono studenti da altri Paesi e prenotando un biglietto aereo con largo anticipo per sfangare buoni prezzi.

Quando Giovanni Filippini si recò in Giappone, gli occidentali che si imbarcavano in imprese simili si potevano forse contare sulle dita di un paio di mani: molto è cambiato, e molto lo dobbiamo anche a figure come quella di questo Sensei!

Grazie al suo instancabile lavoro, generazioni di successivi Insegnanti sono stati formati ed hanno dato a loro volta vita a numerose Scuole nazionali.

Noi abbiamo avuto modo di incontrare il Maestro Filippini troppe poche volte ed in età troppo acerba la nostra ed avanzata la sua forse.... per apprezzarne appieno la grandezza dell'opera che lo ha visto protagonista, ma il suo carisma era evidente.

Ci risulta egli che sia sempre voluto stare al di fuori dei giochi "politici" dell'Aikido e di quelle Associazioni nelle quali le persone non potessero sentirsi liberi di pensare con la propria testa.

Fu un ricercatore, un autentico ricercatore a 360º, che ci auguriamo possa ispirare con il suo longevo esempio molti di noi.

Grazie di tutto e buon viaggio Maestro Filippini!




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