lunedì 21 maggio 2018

Aikido, le donne nude e i suburi autoerotici

In Redazione abbiamo la possibilità di monitorare di settimana in settimana - il numero di lettori dei nostri Post, la loro provenienza, i sistemi informatici dai quali si è più soliti visitare le nostre pagine, etc...

... ed abbiamo notato una cosa piuttosto curiosa: gli articoli che richiedono numerosi giorni (quando non addirittura a mesi) di preparazione vengono letti e commentati da un numero di persone solitamente più esiguo di quando scriviamo qualcosa di più faceto.

Studi inediti, report di attività Aikidoistiche ancora poco conosciute nel nostro Paese, filmati: tutti elementi nuovi che non si trovano esattamente ovunque  ìed una volta alla settimana.

Il numero dei nostri lettori e di coloro che ci fanno giungere (pubblicamente o privatamente) i propri punti di vista e riflessioni è aumentato vertiginosamente negli ultimi 2-3 anni, per nostra fortuna... segno che sono numerosi coloro che apprezzano il nostro lavoro e che siamo fieri che provengano da ogni scuola e visione specifica dell'Aikido.

Ma non se ne può più che quando scriviamo "Come si paga una palestra, come si paga un Dojo" ci leggono in 4000 ( circa 1/4 o 1/5 degli Aikidoka italiani?), mentre quanto viene pubblicato "Aikido e spiritualità 3: la descrizione dell'indescrivibile" oppure "L'Aikido nella VITA" la cosa interessi a 280 persone!

Non che tutto debba piacere a tutti, ma che cultura ha l'Aikidoka medio: la terza elementare?
E di quale maturità dispone per scegliere ciò che legge?

Abbiamo fatto uno screening del lavoro svolto per "leggere" una volta voi che ci leggete a nostra volta... ed i risultati NON sono stati del tutto incoraggianti: essendo quasi tutte persone inclini al kaizen (lo sapete tutti cos'è vero?! beh, se non lo sapeste, ripassatelo QUI!) abbiamo preferito non tenere questa scoperta preoccupante tutta per noi...

Non parliamo di te, caro lettore... che ci leggi con passione da anni e sicuramente hai una visione piuttosto matura della disciplina... ma di quell'altro, quello imbecille sul serio... sai quello che sul web cerca solo scoop e divertimento tanto per ammazzare il tempo.

Quello che non vuole impegnarsi SEMPRE con letture impegnative, ma non vuole proprio impegnarsi MAI con qualcosa di utile.

Allora quest'oggi - per attirare la sua idiota attenzione - abbiamo deciso di prenderlo per le Aiki-chiappe con un titolo di quelli che piacciono a quello che è deficiente in omote e cretino in ura.

"E qui che ci sono le Aiki donne nude?!" avrebbe detto un famoso comico (e non solo) di Drive In ormai purtroppo scomparso!

NO, non è qui... BALENGO!

Sappiamo che il marketing richiede di piazzare un'Aiki-patonza un po' ovunque per ottenere più follower, ma non è una cosa che ci interessa un tot, sinceramente...

Sappiamo anche che tira più un pelo di F.I.G.A. (Federazione Italiana Grande Aikido, cosa avete pensato?!) che un tori-fune undo... 

... ma è proprio così che si vuole ridurre il lettore notturno, che a forza di suburi, rischia di diventare cieco?

Chiediamocelo un attimo, perché a leggere di Maestri cornuti, scandali associativi, etc sono un po' buoni tutti, se ci pensiamo.

Approfondire invece certe altre tematiche è più delicato, anche perché richiede di esserci con la testa ed espone ad un pericolo molto temuto al giorno d'oggi: PENSARE!

Vediamo brevemente perche PENSARE dovrebbe mai essere così pericoloso:

- perché rende le persone in grado di un giudizio critico autonomo;

- perché alcuni potrebbero (grazie ad esso) riconsiderare molte delle loro posizioni pregresse sull'Aikido;

- perché quando il proprio pensiero o convinzione non dovesse più risultare difendibile, si renderebbe necessario ed urgente un CAMBIAMENTO.

Di sicuro queste sono tutte cose che MUOVONO un sacco di roba, perché lavorano dall'interno all'esterno di ciascuno di noi: riguardano cioè le e-mozioni (movimenti edotti/tirati fuori) quindi!

Troppi sono ancora coloro che ci scrivono privatamente - quasi in tono furtivo -, per timore che si sappia all'interno delle loro organizzazioni Aikidoistiche che stanno cercando di capirci qualcosa, che cercano risposte, conferme o disdette delle info alle quali vengono bombardati "a casa propria".

Perché questo?

Perché l'Aikidoka medio (questa volta ci plafoniamo noi verso il basso) è ancora troppo spesso una persona che ha bisogno che qualcuno gli dica cosa fare e cosa pensare.

Però questa condizione è anche una SUA responsabilità, non solo quindi di chi approfitta di questa sua condizione di incertezza esistenziale.

La rivoluzione dovrà essere quindi culturale... il che non significa cercare di avere da qualcuno risposte definitive sui propri casini (meno che mai da noi!), ma piuttosto trovare il pretesto per farsi delle buone domande... ed abbiamo sempre cercato di metterci del nostro per favorire questo processo.

Forza quindi, rialziamoci da questo modo alla Aiki-Novella 2000, e rimettiamoci in campo con la parte migliore di ciascuno di noi.

È ora cioè di ALZARE un po' L'ASTICELLA, altrimenti non saremo in grado di raggiungere qualche goal significativo...

Non ci permetteremmo di scriverlo se non pensassimo che fosse estremamente importante!

lunedì 14 maggio 2018

L'Aikido nella VITA: chimera o possibilità alla portata di chiunque?

E andiamoci pure al Dojo ad imparare l'Aikido: li ci facciamo una super dose dell'arte dell'armonia, del rispetto, della disciplina, della connessione mente-corpo etc, etc, etc...

... solo che non viviamo sul tatami, ma in una società nella quale non è banale vivere secondo gli stessi principi.

"La vita è UN'ALTRA cosa": non lo avete sentito dire, o non lo avete pensato forse voi per primi, qualche volta?

Sul tatami tutti si impegnano, ma poi anche il nemico più agguerrito e l'uke più duro da abbattere infondo è tuo amico, e non desidera farti del male per davvero: "nella vita VERA però non è così"... "la fuori" si fa sul serio!!!

Quante volte avete ascoltato discorsi simili?

Qualche settimana fa, alcuni di noi stavano partecipando ad un seminar di Aikido in Piemonte, al quale un'allieva - in un momento di scambio - ha chiesto al Sensei: "É veramente possibile portare gli insegnamenti che impariamo qui nella vita di tutti i giorni?"

La sua risposta: "Dove altro vorresti portarli?".

Decidiamo noi la dignità da conferire ad un luogo: molti pensano che la palestra sia il luogo per scaricarsi, sfogarsi un po' e farsi scendere tutte quelle frustrazioni con le quali siamo costretti a convivere.

Non pensiamo che ciò sia sbagliato, ma solo che vederla così è un bel po' parziale e per noi abbiamo scelto qualcos'altro... cioè come qualsiasi individuo che abbia deciso di abbattere le barriere che astutamente alziamo tra "dentro e fuori".

Ma allora come si fa a postare un po' dei principi dell'Aikido nel quotidiano?!

I principi sono qualcosa di interno alle tecniche, ne abbiamo parlato già molte volte: prima ancora di chiederci come si fa a portare l'Aikido nel quotidiano, ci siamo mai chiesti se siamo capaci di farli emergere dalle nostre tecniche ALMENO quando siamo all'interno del Dojo?

Prima di far uscire dal Dojo un po' di Aikido, siamo disposti a farci entrare un po' di noi stessi?

In quale misura?

Quella del nostro corpo da far sudare e mettere sotto stress con leve e proiezioni? Solo quella?

Quella che ci permette di andare a lezione solo se non è il compleanno di nostra suocera, se non piove  e se non gioca la nostra squadra del cuore?

I conflitti e lo stress che viviamo nel quotidiano ci tocca COMPLETAMENTE, ossia ad ogni livello, dal fisico all'emotivo: siamo disposti a mettere sotto i riflettori e studiare ciascuno di essi mentre pratichiamo Aikido?

Siamo disposti a barattare la ricetta dell'armonia quotidiana, con quella dell'impegno?

Si, perché ci sembra che molti di coloro che sacramentano contro la difficoltà di rendere applicabili gli stupendi concetti che ci sentiamo raccontare dal Sensei o che leggiamo sui libri che riguardano il Fondatore... siano nulla di più che voyeur dell'Aikido...

... gente che spera di venire qualche ora a muovere le natiche sul tatami, quando ha voglia e quando si ricorda, e poi si stupisca di quanto sia difficile applicare tutto ciò ai conflitti che vive a casa, sul luogo di lavoro, con il partner o con gli amici.

Ma questi signori non hanno mai praticato Aikido, meno che mai tramite ad esso hanno praticato se stessi.

Il chiedere è coerente e proporzionale alla capacità di offrire: questa è una legge ben al di là delle dinamiche della nostra disciplina, e risulta semplicemente applicabile ad ogni contesto.

Di sicuro il chiedere - per la persona media - risulta più facile che dare: molti sono pronti a testimoniare che "loro nella vita hanno dato tutto, ma hanno ricevuto molto meno...", non è così?

Beh, se quel simpaticone dell'Aiki connetto Ueshiba avesse avuto ragione nel definire l'universo uno specchio, questa dinamica sarebbe di conseguenza impossibile.

Chiunque riceve ESATTAMENTE in proporzione di quanto da, se l'universo (il proprio universo) è un sistema chiuso.

Noi ci proviamo quindi a portare un po' dell'armonia dell'Aikido nel quotidiano... ma questa operazione funziona proporzionalmente a quanto è chiara l'intenzione e la volontà di ottenere dei risultati!

Se c'è una cosa che al momento ci pare che manchi NON è la possibilità di ottenere risultati nel quotidiano, quanto l'intenzione reale di farlo: bisogna essere disposti a mettere sul piatto della bilancia qualcosa a contropartita di ciò che desideriamo...

... Se vogliamo vivere un po' di Aiki fuori dal tatami, ciò che è necessario è diventare disponibili ad un cambiamento: molti crediamo che siano spaventati da ciò, quindi preferiscano raccontarsi la storiella che "è difficile"!

In effetti è più facile continuare a lamentarsi... ma di quelli che la pensano così ci interessa poco, francamente!

Non sono molti al momento i Docenti in grado di fornire agli allievi di strumenti chiari per lavorare su loro stessi e per vivificare il lavoro svolto in Dojo nel proprio quotidiano: non sono molti, ma CI SONO, quindi chi ha seria intenzione di avvantaggiarsene, li cerca... ed in fine li TROVA!

La tenacia con la quale siamo capaci di cercare ciò di cui abbiamo bisogno è proporzionale all'intenzione - oltre che al bisogno - di utilizzare poi ciò che troveremo per migliorarci la vita.

A questo proposito vi segnaliamo un'evento pressoché unico sul territorio italiano, per metodologie e contenuti: fra poco più di un mese (22,23 e 24 giugno 2018) si terrà nel nostro Dojo proprio un'evento dedicato a questo: "l'Aiki Nomad Seminar - Torino 2018 - il dono del conflitto"...

Ci sarà una 3 giorni i (venerdì sera, sabato e domenica mattina) dedicati allo studio ai principi dell'Aikido applicati al quotidiano: studieremo insieme quali "regali" sia in grado di farci un conflitto, se diveniamo così abili da saperli interpretare e metterli a frutto.

Studieremo come un problema si può trasformare in opportunità... ma vi avvisiamo: servirà ingaggio, più che voyeurismo!

Se siete interessati, scrivete alla ns. Redazione per avere info più dettagliate.

É possibile vivere i principi dell'Aikido nel quotidiano?

SI, è addirittura DOVEROSO, secondo noi... altrimenti è meglio piuttosto mettersi a fare qualcos'altro!!!



lunedì 7 maggio 2018

Uke e gli atteggiamenti utili al suo compagno

Che l'Aikido non si possa fare da soli è qualcosa di abbastanza assodato: abbiamo bisogno di un conflitto e di un compagno per poterci allenare...

... o meglio, abbiamo bisogno di un partner che impersoni il ruolo dell'aggressore per constatare come siamo in grado di relazionarci con esso e con ciò che rappresenta.

Uke è colui che attacca e quindi accetta la tecnica, solitamente finendo al suolo: il ruolo che riveste è molto importante e delicato in Aikido!

Sicuramente dovrà imparare a cadere in modo naturale e senza ferirsi ed anche ad attaccare in modo consono con quanto il suo tori abbisogna, ma questa misteriosa ed anche bistrattata figura diventa crucciale anche per molti altri aspetti della pratica.

Uke è una sorta di "jolly", che deve imparare a comportamenti differenti in contesti differenti, perciò deve avere le idee piuttosto chiare sul suo valore ed importanza.

La tecnica la performa tori (o nage), ma uke è colui che agevola al suo compagno un'esecuzione che gli risulti istruttiva... quindi deve apprendere quando è il caso di fare resistenza e quando invece è meglio di no.

Più ci alleniamo con un uke compiacente, più il nostro apprendimento sarò presto interrotto, poiché nel suo "accettare", uke accetterà anche i nostri errori, senza sottolinearli e permetterci quindi di percepirli... e porvi rimedio.

Ma se un uke troppo compiacente non è il massimo, non lo è nemmeno un uke troppo reattivo e poco complice: pensiamo infatti ad un principiante che muove i suoi primi passi sul tatami con un esperto che si presta a fargli da uke...

Se lo volesse, l'esperto sarebbe in grado di bloccare praticamente OGNI movimento del tori principiante: ciascun suo tentativo di fare ciò che l'insegnante ha spiegato si trasformerebbe nella frustrazione di vedersi sempre e comunque la strada sbarrata dal compagno.

Anche facendo così non si apprende molto!

Quindi uke deve comprendere quando è il caso di seguire ed essere indulgente e quando invece è più opportuno essere più anarchico e ribelle... mettendo però questo suo atteggiamento sempre al servizio del compagno, quindi avendo il fine di farlo progredire con lo studio, sia con i traguardi che raggiunge, sia con le difficoltà che incontra.

Uke talvolta è il miglior amico del proprio tori proprio perché gli da il filo da torcere, oppure può essere il peggior suo nemico proprio perché gliele da tutte vinte!

Capite bene però che essendo il suo ruolo mutevole, come si fa a capire quando è il caso di essere in un modo anziché in un altro?

É qualcosa di complesso, oltre che importante...

Facciamo un esempio pratico: uke deve agire in modo completamente differente se si trova coinvolto in una pratica di base (ki hon) o in una pratica più avanzata e fluida (ki no nagare).

L'uke del ki hon è il partner di una persona che sta ancora cercando di formarsi il suo ABC dell'Aikido di base: i primi passi, i primi movimenti, lo studio dei primi angoli di sbilanciamento, leve, proiezioni, bloccaggi, etc, etc, etc.

Quando pratichiamo con un principiante di solito ci troviamo dinnanzi ad una persona che NON conosce così bene il proprio corpo: alcuni fanno difficoltà a distinguere la destra dalla sinistra!

In questo caso ad uke viene assegnato il compito di comportarsi come una sorta di "fil di ferro": la sua caratteristica dovrebbe essere quella (specie nella pratica statica) di rimanere nella posizione nella quale il compagno lo mette.

Così facendo, tori può - in ogni istante - vedere "specchiata" la bontà o meno della sua azione nelle posture assunte dal compagno: se uke mette una mano a terra è perché io tori gliel'ha fatta mettere... se uke si sposta a destra, sarà perché tori lo ha mosso verso destra... se cade, è perché tori lo ha sbilanciato, etc.




In questa modalità di allenamento, un uke troppo reattivo serve a molto poco: se quest'ultimo si sente libero di rialzarsi, riprendere il proprio equilibrio, cercare di evadere dalla tecnica (etc) il tori-principiante può chiedersi "Si è rialzato perché lo poteva fare o perché la mia tecnica non aveva l'angolo migliore di applicazione?"

É  come se un curioso del comportamento dell'acqua lanciasse UNA pietra in uno stagno per vedere i cerchi concentrici che si formano: se lanciamo 2 pietre contemporaneamente, diventa più difficile vedere chiaramente le propagazioni dei cerchi, perché in qualche punto fra loro inizieranno ad intersecarsi, ed - in qualche modo - ad "interferire" l'uno con l'altro.

Il movimento che si ingenera è più reale, più complesso e completo... ma rimane sempre meno visibile il SINGOLO fenomeno che vogliamo studiare all'aumentare delle variabili in gioco.

Se l'uke di un principiante è troppo reattivo è come lanciare 10 pietre nello stesso stagno e poi chiedere al lanciatore di essere in grado di seguire UNA sola propagazione di uno di quei 10 cerchi concentrici che si formeranno: un gran casino!

Tori non riesce più a percepire cosa dipenda da lui (che sta ancora studiando se stesso) e cosa dal proprio compagno: è necessario eliminare un po' di "rumore di fondo", poiché studiare se stessi tramite una relazione non è banale... perché è sempre possibile attribuire all'altro elementi propri... ma anche viceversa, ovviamente!

Però poi l'Aikido evolve e diviene più fluido, spontaneo, dinamico...

In questo caso non c'è più alcuna utilità di un "uke fil di ferro": ci servirà una persona in grado di riprendere velocemente il proprio equilibrio se viene sbilanciata... un comportamento fluido a sua volta e capace di cambiare velocemente per provare a spiazzarci.

Eccessiva staticità da parte di uke NON ci permette di esplorare questa affascinante dimensione!



Ora uke sarà li per attaccare, ma sarà pronto a sfruttare ogni varco che la nostra tecnica presenta per rialzarci, fuggire, riattaccare, eseguire una contro tecnica.

Questo Aikido diventa molto più polimorfico ed interessante che stare tutta la vita a fare Aiki-solfeggio: nessun musicista ha voglia di fare solfeggio per tutta la vita, desidera esprimersi suonando!

Ma elemento centrale di questa possibilità è sempre un uke che CI PERMETTE di sperimentare ciò che ci serve in ogni specifico momento: cedere quando è bene cedere perché si impari, resistere quando è bene farlo per migliorare... non aggiungere nulla alla nostra azione per metterla in risalto, sentirsi libero di fare come meglio crede per continuare il proprio mandato di attaccante ad un'altro livello della pratica.

Uke è il conflitto.

Senza conflitto, niente Aikido: dovremmo ringraziarli un po' di più questi uke... che di solito usiamo solo per spolverare il pavimento, lanciandoli come Gatto Silvestro sul tatami!

Uke ci fa crescere, è ingiusto restituirgli solo mazzate come ritorno...

Se ricoprire il ruolo di tori è difficile, può esserlo ancora di più fare UKE... rendiamogliene quindi merito!

lunedì 30 aprile 2018

Kumi jo: la forma base, le variazioni

In Aikido le armi occupano una porzione vastissima della pratica ordinaria, con buona pace di chi crede immotivatamente il contrario.

Nella pratica del buki waza (tecniche di armi), esistono diversi livelli da esercitare: quest'oggi ci occuperemo di alcuni di essi, prendendo come spunto il primo kumi jo.

I livelli della pratica di jo sono:

- [ 杖 ] jo suburi, le forme codificate individuali (20 esercizi);




- [ 杖型 ]  jo kata, le forme più complesse, nate dall'unione di più suburi (3 esercizi);




- [ 杖の合わせ ] jo no awase, le armonizzazioni con un attacco (sono molti, fondamentale è conoscerne almeno una decina);




- [ 組杖 ] kumi jo, i combattimenti preordinati (10 esercizi);



- [ 変化の杖 ] henka no jo, le variazioni dei combattimenti preordinati; troverete il video poco più in basso;

- [ 杖 自由技 ]  jo jiyu waza, l'espressione libera con il jo; per il momento non disponiamo ancora di un video, ma ne realizzeremo presto uno in merito.

Come dicevamo, quest'oggi ci occupiamo di studiare insieme alcune variazioni del primo kumi jo... ma prima è necessario comprenderne a fondo la struttura.


Ogni kumi jo è composto da una serie di parate ed attacchi codificati fra uke jo (colui che riceve, ovvero quello che sarebbe chiamato "tori" nel taijutsu) e uchi jo (colui che attacca, ovvero quello che sarebbe chiamato "uke" nel taijutsu).

Nel caso del primo combattimento preordinato ecco la sinossi di quello che accade:

1A - uchi jo attacca con choku tsuki (1º suburi di jo);
1B - uke jo attacca simultaneamente uchi jo con kaeshi tsuki (2º suburi di jo);
1C - uchi jo si accorge che il suo attacco è stato evitato e che a breve verrà a sua volta colpito dal compagno, quindi ne blocca l'affondo con una parata (cfr. il primo esercizio del video "Jo no awase");

Questi 1A, 1B e 1C vengono in un unico tempo, quindi mentre ukejo compie un affondo (kaeshi tsuki), uchi jo deve compiere 2 movimenti (un choku tsuki ed una parata): questa è una delle difficoltà del livello "kumi jo", ovvero che talvolta uno dei due praticanti deve muoversi con un tempo differente dall'altro.

2A - approfittando della grande prossimità con il suo avversario, uchi jo contrattacca con uno tsuki, portato a livello jodan (alto);
2B - uke jo risponde armonizzandosi verso l'altro ed uscendo sulla sua diagonale destra all'indietro (cfr. il terzo esercizio del video "Jo no awase");

3A - questa volta è uke jo a contrattaccare con uno yokomen uchi alla tempia sinistra di uchi jo;
3B - uchi jo para l'attacco (cfr. il quarto esercizio del video "Jo no awase");

4A - uchi jo sferra uno tsuki jodan verso il volto del compagno;
4B - uke jo evade questo attacco e sferra a sua volta uno yaku yokomen uchi alla tempia destra di uchi jo; qui l'esercizio si conclude, con uke jo che controlla il centro del proprio avversario, avendo agito contemporaneamente ad esso nell'ultimo scambio.


NB: il movimento 3A e 4B sommati costituiscono "renzoku uchi komi" (concatenazione di fendenti) che è altri non è che se non il 7º suburi di jo.

Schematizzato così forse risulta piuttosto complicato a chi non lo avesse mai praticato, ma all'inizio del video che riportiamo qui sotto ve lo riproponiamo eseguito da diverse angolazioni, così che risulti più facile seguire la sinossi.

Prima di tuffarci nelle nostre variazioni, ci pare importante rimandare come anche solo un esercizio di 4 movimenti - come il primo kumi jo  - contenga al suo interno un certo numero di esercizi di base (suburi) e di parate (awase)... perciò c'è già un sacco di roba da imparare e da sapere prima di arrivare fino a qui, e secondo noi questo è il vero motivo per il quale così in pochi studino le armi in Aikido!

VARIAZIONI!
Ed ora eccoci con le

Una volta che i praticanti posseggono un chiaro tracciato dell'esercizio di base e lo praticano senza problemi, è possibile finalmente entrare nell'affascinante campo delle variazioni (henka no jo): esse - di solito - sono comportamenti diversi di uke jo che permettono di giungere a numerosi "finali alternativi" dell'esercizio senza variare la parte di copione di uchi jo.

Nel video seguente ne abbiamo filmate 10 tipi differenti.

Tecnicamente parlando, se la variazione prevede una differente armonizzazione con il jo, si chiamerà "jo no riai"... mentre se si proietta il partner e si sconfina quindi nel campo del tai jutsu, si chiamerà di "tai jutsu no riai".

Tuttavia durante l'esecuzione dell'esercizio - secondo la forma di base - si aprono per entrambi numerose FINESTRE nelle quali apportare delle variazioni al proprio comportamento preordinato.

Nel caso che sia uchi jo a compiere delle variazioni al tracciato prestabilito, egli potrà compiere movimenti che NON cambiano il copione del proprio partner (al fondo del video, ne abbiamo riportati 5) o che lo stravolgono del tutto, diventando capaci di invertire le sorti dello scontro (kaeshi waza, nel video ne mostriamo 1 tipo).




Questo video è stato girato durante una lezione riservata ai senpai, poiché non si tratta di una pratica per principianti assoluti... e richiede un minimo di conoscenza delle forme di base più comuni.

Era importante però lasciare una testimonianza di quanto il programma tecnico di buki waza sia ampio ed importante in Aikido... perché solitamente molto del tempo viene utilizzato per lo studio delle basi nelle armi e quindi un'importante porzione di tradizione rischia di essere messa in stand by, se non dimenticata del tutto... e ciò sarebbe un vero peccato.

Buon Aiki jo a tutti!




lunedì 23 aprile 2018

Gradi e qualifiche d'insegnamento dell'Aikido in Italia: un po' di chiarezza

Serve chiarezza a giudicare dall'elevato numero di persone che ci contattano a riguardo di questioni prettamente tecnicistiche sulle leggi che regolamentano la pratica e - soprattutto - l'insegnamento dell'Aikido nel nostro Paese.

C'è una enorme confusione di termini, sulla quale già numerose volte abbiamo cercato di fare chiarezza... ma è evidente come ne serva di ulteriore.

Partiamo veramente dall'ABC... e cerchiamo di inquadrare la situazione in 10 comodi PUNTI


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 PUNTO 1 - [INQUADRAMENTO ]
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In Italia l'AIKIDO è uno SPORT: chissene se per noi è qualcosa di più, se per il Maestro Tada tutto questo è inconcepibile, etc, etc, etc... è stato classificato come attività sportiva e fino a quando non verrà messa mano ad una legge, le cose rimarranno così... con buona pace di chi desidererebbe qualcosa di diverso.

Essendo uno SPORT la sua pratica ed insegnamento è regolamentato come TUTTO il resto dello sport svolto in Italia.


Per praticare Aikido, ed avere i titoli per insegnarlo è necessario fare più o meno gli stessi passaggi di un Pallavolista, di un giocatore di Basket, di un nuotatore, etc.
Chi dice qualcosa di diverso MENTE, spesso sapendo di mentire.

QUI vi riportiamo TUTTA la normativa vigente: consigliamo agli interessati un'attenta lettura!


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PUNTO 2 - [LA FEDERAZIONE]
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Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) è un'emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), che rappresenta l'autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività sportive nazionali.

Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano è un Ente pubblico al quale è demandata l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale, così come la promozione e la massima diffusione della pratica sportiva. 

Esso è presente in 102 Province e 19 Regioni, e riconosce:
- 45 Federazioni Sportive Nazionali (l'elenco si trova QUI);
19 Discipline Associate (l'elenco si trova QUI);
14 Enti di Promozione Sportiva Nazionali e 1 territoriale (l'elenco si trova QUI);
- 20 Associazioni Benemerite (l'elenco si trova QUI).

A questi organismi aderiscono circa 95.000 Società Sportive per un totale di circa 11 milioni di tesserati (Fonte Istat e Censis).

Il CONI demanda loro il compito di patrocinare e diffondere la pratica dello sport sul territorio italiano.

Tra le Federazioni Nazionali, la FIJLKAM è quell'Ente all'interno del quale è patrocinata la pratica dell'Aikido: non avrebbe senso che ci fossero anche solo DUE enti con le caratteristiche e scopi statutari analoghi in diretto rapporto di dipendenza con il CONI, per ovvie ragioni di inutile ridondanza: sarebbe come fare 2 corpi di Polizia identici, 2 corpi di Vigili del  Fuoco, etc.

Il CONI OBBLIGA le Federazioni Nazionali (per l'Aikido, obbliga la FIJLKAM) ad uniformarsi ai propri protocolli per quanto riguarda la concessione di gradi tecnici e licenze d'insegnamento (SNaQ).

Chi sbraita dicendo che la FIJLKAM ha dei regolamenti sull'Aikido che non talvolta rispecchiano le esigenze dei praticanti di Aikido non sbaglia... infatti essa deve avere regolamenti e carte federali che normano CONTEMPORANEAMENTE la pratica e l'insegnamento di Judo, Aikido, Ju Jitsu, MGA, Sumo, Karate, Capoeira ed MMA... quindi OVVIO che NON sia possibile dedicare alla nostra disciplina un regolamento a se stante, in quanto TUTTE le discipline si sono dovute adattare ad un regolamento UNICO, che prevede gli aspetti più salienti della pratica, demandando ai vari Settori Federali di entrare nel merito di cosa sia più specifico per la singola disciplina.

L'Aikido in FIJLKAM è inserito nel Settore "ARTI MARZIALI", che comprende appunto anche Ju Jitsu,  Sumo, Capoeira ed MMA.


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PUNTO 3 - [GLI ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA]
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Ma - come abbiamo già visto - il CONI demanda il compito di patrocinare la pratica dello sport anche agli Enti di Promozione Sportiva (di seguito denominati "EPS"), ed al loro interno molti hanno previsto un "Settore Aikido".

Ce l'ha di sicuro UISP, CSEN, ASI, LIBERTAS, AICS, ENDAS, ASC, US ACLI, OPES... (gli altri li conosciamo meno, ma magari ce l'hanno pure loro!).

A differenza delle Federazioni Nazionali, il CONI riconosce l'esistenza degli EPS, prende atto degli intenti presenti nei loro statuti, ma di fatto NON ha nessun obbligo di controllare che gli atti che essi compiono siano conformi a quanto dichiarato.

Il CONI - lo ripetiamo - NON ha obblighi e strumenti di controllo, se non in diretto riguardo alle Federazioni Sportive Nazionali, per le quali esiste un Organo di Giustizia Federale.

Il numero di EPS tende ad essere variabile (nel 2013 erano 16, oggi sono 14): alcuni nascono ed altri si spengono... al di là di un certo numero di Enti che ormai sono storici ed hanno una copertura territoriale tale da eguagliare, se non a volte superare di molto quello degli iscritti alle Federazioni Nazionali.

É il caso - fra l'altro - proprio dell'Aikido, del quale solo circa il 8-9% viene praticato all'interno di FIJLKAM... il resto si ambienta negli EPS.

Questi ultimi sono di tipo più o meno virtuoso, di solito a seconda della loro dimensione e solidità: i più grossi ed strutturati si sono organizzati esattamente come le Federazioni Nazionali al loro interno, prevedendo Comitati Regionali e Provinciali.

Attualmente ci sono solo 5 EPS su 14 che hanno aderito allo SNaQ, facendosi carico implicitamente quindi di garantire una qualità del proprio servizio di formazione (le trovate QUI).

Ci sono anche 11 EPS su 14 che hanno aderito ad una Convenzione con FIJLKAMimpegnandosi così a patrocinare attività che siano in linea con le richieste federali (le trovate QUI).

Alcuni rilasciano gradi e qualifiche che sono riconosciuti dal CONI nel senso che rispecchiano PIENAMENTE gli statuti depositati ed approvati dal CONI (non che esso abbia l'obbligo di tenerne alcuna traccia o controllarne la veridicità!).

Altri rilasciano gradi e qualifiche che millantano essere "riconosciuti dal CONI", solo perché sanno che nessuno di fatto va a controllare effettivamente COME vengono rilasciati (ad esempio dietro mero PAGAMENTO, cosa che non è proprio così sportiva!).

Esistono così luoghi nei quali - pur al di fuori della FIJLKAM - la nostra disciplina viene patrocinata con una certa attenzione, vengono previste formazioni tenute da autentici professionisti accreditati, etc... ed ad altri luoghi in cui sembra di stare al mercato del pesce: "a quanto me lo fai oggi un 6º dan ed una qualifica da Istruttore?!"... "ok 250,00 € tutto compreso?".

Ce ne sono alcuni nei quali l'Aikido è ben organizzato e strutturato, altri sui quali preferiamo soprassedere: il mondo degli EPS è un ginepraio, in cui è possibile incappare in cose molto buone cose del tutto pessime...

Piantatela li di chiedere a noi "ma XYZ è un buon EPS?" ... e cercate VOI di capire DOVE SIETE FINITI!!!


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 PUNTO 4 - [LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE]
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Di solito lo sport NON è di carattere professionistico, e questa è la ragione per la quale sono nate le Associazioni Sportive Dilettantistiche (di seguito denominate "ASD"): al loro interno si patrocina, si pratica, si insegna tutto lo sport che non viene finalizzato a professionismo e che viene svolto per il 99% a carattere hobbistico.

A questo punto il passaggio più IMPORTANTE: le ASD per LEGGE devono essere affiliate ad una Federazione Nazionale (a FIJLKAM per l'AIKIDO) o ad un EPS (riconosciuto dal CONI), affinché i propri soci godano dei diritti ad essi riservati e siano coperti a livello assicurativo durante la loro pratica.

É anche possibile avere una affiliazione MULTIPLA, ovvero ad una Federazione + un EPS o a più EPS differenti... ma ogni ASD deve essere in ogni caso affiliata a QUALCOSA per esistere!

Ogni ASD deve essere iscritta inoltre al REGISTRO del CONI 2.0.

Un'AFFILIAZIONE significa che la propria associazione/società sportiva fornisce tutti i suoi dati ed i dati dei suoi associati all'Ente, che ne garantisce la copertura assicurativa durante le attività sportive.


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 PUNTO 5 - [LA FONTE DI CONFUSIONE]
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Ci sono un sacco di ASD che in Italia sono state fatte funzionare come "federazioni", nel senso che hanno "confederato" persone che logisticamente abitano e praticano in luoghi distanti, ma che si riconoscono in un particolare stile, Scuola o insegnamento di un Maestro di Aikido, piuttosto che in un altro.

Le ASD hanno tutto il diritto di riconoscersi vicendevolmente e di attribuire ai propri soci cariche e ruoli ritenuti utili per il buon svolgimento delle proprie attività.

Molte di loro hanno iniziato ad attribuire ai propri soci ANCHE gradi e qualifiche d'insegnamento dell'Aikido, causando NON POCA confusione fra non addetti ai lavori.

I gradi e le qualifiche che una ASD conferisce ad un proprio socio NON hanno alcuna validità istituzionale, ma vengono considerati densi di significato all'interno del PROPRIO circuito (ed per coloro che intendono riconoscerlo)

Facciamo alcuni esempi concreti (andremo in ordine alfabetico):

AIAB - Associazione Italiana Aikido e Budo è un'ASD, affiliata a a FIJLKAM e AICS (che è un EPS) al suo interno conta circa gli iscritti di 15 Dojo sul territorio nazionale;

AIADA -Accademia Italiana Aikido e Discipline Affini è un'ASD, affiliata a UISP (che è un EPS); al suo interno conta circa gli iscritti di 30 Dojo sul territorio nazionale;

ASAI - Associazione Sportiva Aikido Italia è un'ASD, guidata la Mº Guglielmo Masetti, affiliata a FIJLKAM e CSEN (che è un EPS); al suo interno conta circa gli iscritti di 40 Dojo sul territorio nazionale;

DANTAI - praticare Aikido è un'ASD storica, guidata la Mº Renato Visentini, affiliata ad AICS (che è un EPS); al suo interno conta circa gli iscritti di 9 Dojo sul territorio piemontese;

- AIKIDO DENTO IWAMA RYU ITALIA è un'ASD, guidata la Mº Alessandro Tittarelli, affiliata a CSEN (che è un EPS); al suo interno conta circa gli iscritti di 10 Dojo sul territorio nazionale;

HARA KAI è l'ASD dalla quale vi stiamo scrivendo noi, ed è affiliata a FIJLKAM; una SOLA sede ed un SOLO Dojo ed abbiamo intenzione di continuare così!!!

SHUMEIKAI ITALIA è un'ASD (sportiva e culturale) affiliata a CSEN (che è un EPS); al suo interno conta 16 Insegnanti iscritti di 16 Dojo sparsi sul territorio nazionale;

TAKEMUSU AIKIDO ASSOCIATION ITALY è da non molto un'ASD (in passato era un'Associazione Culturale), guidata la Mº Paolo Corallini, affiliata ad un EPS; al suo interno conta circa gli iscritti di 40 Dojo sul territorio nazionale;

... questa lista potrebbe ovviamente continuare ancora MOOOLTO a lungo: ci sono Organizzazioni che si occupano di ogni stile, didattica, declinazione dell'Aikido, ma trattasi sempre di forme associazionistiche PRIVATE, è bene chiarirlo.

Oggi è ILLEGALE attribuire ad una ASD il nome "Federazione", poiché ciò è ritenuto dal CONI fuorviante... sarebbe come chiamare la propria Associazione "Vigili del Fuoco" o "Corpo dei Carabinieri".

FESIK (acronimo di "Federazione Educativa, Sportiva Italiana Karate e discipline associate", fra le quali c'è anche l'Aikido, ovviamente!) NON è veramente una FEDERAZIONE, ma è una ASD... solo che è stata fondata prima che il CONI imponesse questo divieto nel nome. Ve lo avevamo già raccontato in passato.

Ovviamente, siamo in Italia... quindi c'è chi ha continuato a chiamare le ASD "Federazione", quindi OCCHIO pure a questo!!!

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 PUNTO 6 - [ALTRI TIPI DI ASSOCIAZIONI]
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Meritano una menzione a parte Organizzazioni come:

- AIKIKAI D'ITALIA, è un'Associazione Culturale, la cui personalità giuridica fu riconosciuta dal un Decreto del Presidente della Repubblica nel 1978, e che - su proposta del Ministero dei Beni Culturali che ne riconobbe gli alti valori educativi e morali di cui è portatrice - ottenne la qualifica di "Ente Morale".

Si tratta del più grande raggruppamento di Aikidoka italiano, che si riferisce direttamente all'Honbu Dojo di Tokyo, e che è presente con oltre 250 Dojo su tutto il territorio nazionale.

La legislazione è però notevolmente cambiata dal 1978, quindi ORA in Italia è necessario avere le caratteristiche delle quali abbiamo parlato fino ad ora, quindi la maggior parte di Dojo dell'Aikikai d'Italia svolge attività presso ASD che operano in sedi pubbliche e private... e che quindi sono affiliate a FIJLKAM o a qualche EPS.

Se l'Aikikai d'Italia abbia stipulato o meno un'assicurazione interna per i suoi associati è qualcosa che ignoriamo e non siamo andati a controllare.

Ciò che accade è grossomodo questo: numerosi iscritti all'Aikikai d'Italia hanno doppie o triple iscrizioni/affiliazioni:
- all'Aikikai d'Italia (di sicuro);
- a FIJLKAM (1º possibilità);
- a qualche EPS (2º possibilità);
- a FIJLKAM ed a qualche EPS  contemporaneamente (3º possibilità).

Senza ciò, i praticanti NON risulterebbero assicurati, né gli Insegnanti disporrebbero delle qualifiche necessarie per l'insegnamento.

- PROGETTO AIKI, che è un'associazione di 2º grado, ovvero "un'Associazione di Associazioni" e che è presente con circa 40 Dojo su tutto il territorio nazionale.

Si tratta di un'Associazione molto ben strutturata, che si è data un regolamento interno che viene chiesto di sottoscrivere a tutte le sue "Affiliate" (di solito composte da ASD)... e di conseguenza, anche ai soci di queste ultime.
Questa formula demanda anche a queste ultime gli oneri di affiliazioni presso FIJLKAM o presso un E.P.S.

Anche in questo caso, perciò, siamo in presenza di affiliazioni iscrizioni/multiple:
- al Progetto Aiki (di sicuro);
- a FIJLKAM con la propria A.S.D. che fa parte di Progetto Aiki (1º possibilità);
- a qualche E.P.S. con la propria A.S.D. che fa parte di Progetto Aiki (2º possibilità);
- a FIJLKAM ed a qualche E.P.S.  contemporaneamente con la propria A.S.D. che fa parte di Progetto Aiki (3º possibilità).

Essere membri dell'Aikikai d'Italia e del Progetto Aiki quindi non può che dare lustro ai propri iscritti, ma non ha nulla a che vedere con il CONI in modo diretto, se non passando tramite le loro ASD in cui si pratica Aikido, che si collegano ad esso tramite la Federazione o gli EPS.

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 PUNTO 7 - [LE SEDI]
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La FIJLKAM propone un'assicurazione a tutela degli iscritti delle ASD affiliate.
Ogni EPS propone un'assicurazione a tutela degli iscritti delle ASD affiliate.
Abbiamo detto che ogni ASD deve essere affiliata o alla prima o ai secondi...

Queste assicurazioni (sono tutte differenti, ma hanno molte caratteristiche simili e comuni) coprono l'attività REGOLARE di ogni ASD nella/e propria/e sede/i ed in alcuni casi anche quelle al di fuori di esse (in casi di stage e raduni ufficiali).

Se uno si iscrive all'HARA KAI (che è la nostra ASD), la sua assicurazione lo copre nei giorni ed orari in cui essa prevede i suoi corsi e nella SEDE operativa che abbiamo dichiarato di utilizzare.

Sarà inoltre coperto assicurativamente su tutto il territorio nazionale negli eventi legato all'Aikido FIJLKAM (perché siamo affiliati li).

Se un praticante/insegnante (per es.) di Palermo si iscrivesse all'HARA KAI (che ha sede a Torino) perché condivide in modo forte le ns. prospettive e principi... e desidera sentirsi parte della ns. community, lo può sicuramente fare... e ci fa un sacco piacere.

Però egli sarebbe assicurato per la pratica dell'Aikido a TORINO nei GIORNI ed ORARI in cui pratichiamo li... e NON a Palermo, a meno di non creare una SEDE DISTACCATA della nostra ASD anche a Palermo ed AFFILIARE pure quella (ha un costo questa cosa, ovviamente).

- Se non creassimo una sede distaccata, egli sarebbe coperto SOLO quando ci viene a trovare a Torino o quando (per es.) la FIJLKAM organizza uno stage a Palermo ed egli decide di parteciparvi.

- Se creassimo una sede distaccata, egli sarebbe sottoscrittore dello stesso nostro statuto e sarebbe libero di praticare lontano dalla "sede madre", notificando al proprio Ente i giorni ed orari che utilizzerà nella sede secondaria.

Il numero di sedi distaccate di cui un'ASD può avvalersi è praticamente illimitato, ma di solito nessuno utilizza questa opzione, poiché le spese di affiliazioni agli Enti sono simili ad avere altre n ASD, non è che si paga UNA volta sola!

Quindi come si fa?

Di solito quello che accade (noi cerchiamo di evitarlo, ma altri no) è che qualcuno si iscrive ad un'ASD dall'altro capo del globo perché ne condivide le PROSPETTIVE o perché la SCAMBIA per una Federazione (o un EPS): sottoscrive quindi uno statuto, paga una quota associativa annuale... ma poi per l'assicurazione si associa PURE all'ASD presso la quale pratica Aikido in modo regolare, sottoscrivendo un altro statuto (che magari manco legge) e pagando un'altra quota associativa annuale... perché altrimenti NON potrebbe praticare/operare come insegnante.

ESEMPIO PRATICO

Alcuni di noi sono Insegnati... ed andando ad insegnare Aikido FUORI dalla sede dell'HARA KAIsi sono imbattuti in un'altra ASD che ha (giustamente!) richiesto di diventare membri per essere assicurati.

Noi ovviamente abbiamo accettato.

Quando abbiamo ricevuto le tessere assicurative di questa altra ASD, abbiamo visto che ci avevano tesserato nel settore Kung Fu della UISP, che non centra una mazza con quello che facevamo presso di loro.

Assicurativamente parlando però eravamo APPOSTO, secondo LORO!

In realtà non è così, perché se qualcuno si facesse male in quel corso, l'assicurazione della UISP ci chiederebbe come mai non abbiamo titoli certificati per l'insegnamento del Kung Fu... e probabilmente utilizzerebbe questo pretesto per NON intervenire nei risarcimenti.

Capite che CASINO!?


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 PUNTO 8 - [I GRADI E  LE QUALIFICHE GIAPPONESI]
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Esistono delle Organizzazioni private (quasi tutte sono ASD) che hanno ottenuto il prestigio di essere rappresentanti dirette dell'Aikikai Honbu Dojo di Tokyo; alcune di esse sono:

AIADA
AIKIKAI D'ITALIA
SHUMEIKAI ITALIA
TAKEMUSU AIKIDO ASSOCIATION ITALY

In virtù di questo accordo con la "casa madre giapponese" dell'Aikido, queste Associazioni sono in grado di fornire ai propri soci - a titolo privato e nominale - i prestigiosi e molto ambiti gradi e qualifiche Aikikai... rinomati in tutto il mondo della nostra disciplina.

Ciò non significa tuttavia che i suddetti gradi e qualifiche abbiano una qualche validità giuridica nel nostro Paese.

Il CONI non sa chi sia l'Aikikai so Honbu, né ha rapporti diretti con questa Fondazione Internazionale: ne segue che sul nostro territorio hanno maggiore consistenza gradi e qualifiche rilasciati da FIJLKAM e dai vari EPS accreditati... che quelli dell'Ente internazionale che scalda il cuore della maggior parte di noi Aikidoka.

Ai fini assicurativi e per l'insegnamento, questo è un aspetto da tenere in alta considerazione!

In caso di sinistro sul tatami, le assicurazioni pagano se era presente in sala una persona certificati per l'insegnamento dell'Aikido dalla Federazione o da un EPS riconosciuto dal CONI, non se vi era un 18º dan Aikikai!!!


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 PUNTO 9 - [LE DIFFERENZE FRA I TITOLI]
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Ora veniamo al PUNTO CRUCCIALE...

Supponiamo che venga da voi uno che afferma di avere un grado Aikidoistico ed una qualifica per l'insegnamento targato "HARA KAI": che validità avrebbero tali titoli?

1 - HARA KAI, abbiamo detto, è un'ASD, quindi tali titoli valgono SOLO all'interno di detta Associazione, ma non hanno ALCUN valore legale, né istituzionale al suo esterno.

Non ci sogniamo neppure di fare una cosa simile, sia chiaro: conferire gradi e qualifiche per un'ASD è qualcosa di possibile, ma anche di fuorviante per l'uomo della strada, che non è tenuto a sapere da subito la legislazione sullo sport italiano... ma preferiamo fare un esempio fittizio con il NOSTRO NOME, giusto per non fare adirare nessuno.

Ma abbiamo detto che HARA KAI - ASD - per esistere - deve essere affiliata ad un EPS o a FIJLKAM...

2 - Supponiamo che sia affiliata ad un EPS di nome ASC (lo siamo stati sul serio per un paio d'anni, un tot di tempo fa!) che è fra quelli riconosciuti dal CONI, all'interno della famosa lista proposta sopra.

In questo caso HARA KAI - ASD fornirà i suoi iscritti di gradi Aikidoistici e qualifiche per l'insegnamento rilasciate da ASC, che risulterebbero (se si trattasse di un EPS virtuoso e che ha aderito allo SNaQ) dotati di valore istituzionale e legale sul territorio italiano.

3 - Supponiamo che sia affiliata a FIJLKAM (lo è!): i suoi iscritti sarebbero forniti di gradi Aikidoistici e qualifiche per l'insegnamento rilasciate da una Federazione Nazionale, che hanno valore sul territorio nazionale ed all'estero, ove sia presente una Federazione Nazionale paritetica.

4 - Supponiamo che HARA KAI abbia un'aggancio internazionale che le consente di accedere ai famigerati gradi Aikikai di Tokyo (ce l'ha!): i suoi iscritti sarebbero forniti di gradi Aikidoistici e qualifiche per l'insegnamento rilasciate da una Fondazione Internazionale che NON hanno alcun valore istituzionale, né legale nel nostro Paese.

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 PUNTO 10 -  [CONCLUSIONI]
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Esaminiamo ora 4 casistiche, ovvero 4 DIFFERENTI posizioni, molto DIVERSE fra loro... che vengono sovente confuse/mischiate più o meno per ignoranza o per convenienza:

1 - Siamo 3º dan di Aikido HARA KAI, con qualifica di "Istruttore HARA KAI": con questi pezzi di carta ci scaldiamo il cuore per il grande valore affettivo che ad essi attribuiamo, ma ci accendiamo il caminetto sotto il punto di vista istituzionale e legale;

2 - Siamo 3º dan di Aikido ASC (avuto tramite l'HARA KAI), con qualifica di Istruttore ASC (avuto tramite l'HARA KAI):  con questi pezzi di carta ci scaldiamo il cuore per il grande valore affettivo che ad essi attribuiamo, e FORSE ce ne facciamo anche qualcosa sotto il punto di vista istituzionale e legale, a seconda della credibilità dell'EPS che li ha erogati,

(N.B. non abbiamo motivo per affermare che ASC non sia credibile, anzi... ma abbiamo utilizzato questa sigla SOLO per fare un esempio!);

3 - Siamo 3º dan di Aikido FIJLKAM (avuto tramite l'HARA KAI), con qualifica di Istruttore FIJLKAM (avuto tramite l'HARA KAI): con questi pezzi di carta ci scaldiamo il cuore per il grande valore affettivo che ad essi attribuiamo, e SICURAMENTE ce ne facciamo anche qualcosa sotto il punto di vista istituzionale e legale, compresa la possibilità di vedere equiparati i nostri titoli in qualsiasi Federazione Nazionale paritetica alla nostra (come FFAAA in Francia, oppure Fédération Royale Marocaine de Judo et Arts Martiaux Assimilés in Marocco...);

3 - Siamo 3º dan di Aikido Aikikai (avuto tramite l'HARA KAI), con qualifica di Fuku Shidoin Aikikai (avuto tramite l'HARA KAI): con questi pezzi di carta ci scaldiamo il cuore per il grande valore affettivo che ad essi attribuiamo, ma ci accendiamo il caminetto sotto il punto di vista istituzionale e legale.

È più chiaro ora il discorso?

Ci auguriamo proprio di si...

Di solito queste cose non interessano né al neofita, né al semplice praticante... quanto ai numerosi Insegnanti che stanno cercando di "mettersi apposto coi libretti", magari dopo anni ed anni di esperienza sul campo, ma senza essere mai stati inquadrati in nulla di strutturato.

Ora i tempi sono cambiati... e non è più possibile praticare nel garage di casa propria e farsi dare diplomi firmati col sangue dal proprio guru di fiducia, specie se si desidera poi condividere la propria esperienza con gli altri ed avere i TITOLI richiesti dalla legge per farlo.

Dal punto di vista legale, come in ogni campo delle specializzazioni professionali, la normativa va nella direzione di assicurare che l'insegnate abbia un minimo di formazione strutturata, mentre il titolo di Maestro legato al mondo artistico (e marziale artistico) è un riconoscimento di un allievo/discepolo o di gruppo di allievi/discepoli legato a quanto essi percepiscano preparato il loro mentore.

Da qui si ingenera una confusione infernale, poiché il titolo di "Maestro" è attualmente per alcuni (e per la legge) un termine tecnico, mentre per la maggioranza delle persone viene utilizzato in modo inconsapevole di tutto ciò.

Anche un pittore o un musicista possono essere chiamati "Maestro" per la loro bravura tecnica e di trasmissione espressiva, tuttavia essi non possono insegnare nelle scuole di ogni ordine e grado se non hanno compiuto un percorso riconosciuto istituzionalmente: possono certamente avere degli allievi che li seguono e beneficiano dei loro insegnamenti, ma i titoli che rilasceranno a questi ultimi saranno solamente un riconoscimento (privato) tra maestro e discepolo... e null'altro, nulla meno o nulla più.